ANNO 16 n° 99
Est Moda In Rebus
Lascia anche Elbaz:
addio a Lanvin
>>>>>> di Mr. Alpha <<<<<<
04/11/2015 - 02:00

di Mr. Alpha

VITERBO - Reazione a catena. Dopo Alexander Wang e Raf Simons, un altro grande stilista della moda internazionale ha deciso (o forse qualcuno ha deciso per lui) di cambiare ''domicilio''. Se la scorsa settimana vi avevamo raccontato della separazione in casa Dior, oggi è la volta di Lanvin e Alber Elbaz.

Dopo 14 anni di unione le strade si separano per lo stilista israeliano e la maison francese. Ma mentre nel caso di Wang e Simons le motivazioni del divorzio dai rispettivi datori di lavoro erano molto simili (ossia la necessità di allentare i ritmi e dedicarsi alla cura del proprio brand), in questo caso la storia si fa un pochino più complicata.

Fonti ufficiali raccontano di ''un allontanamento di Elbaz deciso dagli azionisti di maggioranza della holding proprietaria del marchio''. Al contrario voci di corridoio sostengono che i vertici aziendali non abbiano gradito un ipotetico flirt che il loro direttore creativo avrebbe avuto con il management di Dior per prendere possesso della poltrona lasciata libera da Raf Simons.

Altri rumor, invece, sostengono la tesi di forti incomprensioni sulla gestione del marchio tra lo stilista e Shaw-Lan Wang, CEO del gruppo Harmonie S.A. La verità probabilmente non sapremo mai. Intanto con Elbaz destinato sulla poltrona di Dior, iniziano a circolare i nomi dei candidati alla direzione di Lanvin. C’è chi parla di Olivier Rousteing, che ben si sta comportando da Balmain, chi sostiene Simone Rocha e chi, invece, ipotizza una soluzione home-made come quella di Lucas Ossendrijver, responsabile delle linee uomo Lanvin dal 2005.

Nel frattempo le grandi firme del giornalismo internazionale stanno analizzando i molteplici perché di questa tendenza che vede le più importanti maison separarsi dai propri stilista di punta. L’osservazione più interessante non è arrivata da alcun report giornalistico, ma ci è stata regalata dallo stesso Alber Elbaz in una recente intervista apparsa su WWD. “Un tempo il lavoro della stilista era quello del couturier il cui compito principale era chiedersi di cosa avessero bisogno le donne e cercare poi di accontentarle.

Col tempo poi siamo diventati direttori creativi e così abbiamo iniziato a dirigere. Ora, invece, dobbiamo diventare creatori di immagini ed assicurarci che un abito venga bene in foto. Lo schermo deve quindi urlare: l’obiettivo è fare chiasso. Ma io preferisco bisbigliare. Personalmente credo che il bisbiglio vada giù in profondità e duri più a lungo”. Un’osservazione romantica su quello che un tempo era considerato il più romantico dei mondi. Un tempo.





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